Il prete era un uomo molto timido e, se camminando si accorgeva di aver destato l’attenzione di qualcuno che quasi involontariamente si metteva a fissarlo, prendeva ad andar storto e i suoi movimenti si facevano impacciati.
Questo era uno dei motivi per cui tutti nel villaggio gli volevamo bene. E fu, tra l'altro, il motivo principale per cui non riuscimmo a coordinare bene tutti gli indizi che avevamo sotto il naso, quando delle persone iniziarono a sparire.
Tocco per primo a Lindo il becchino.
Non fece gran scalpore la sua scomparsa; era davvero difficile voler bene a quel pazzo d'un bestemmiatore.
Brutto, scontroso e con la faccia butterata; odiava tanto la superstizione cristiana da voler essere presente ad ogni dipartita.
-Povero allocco, pensavi di diventar eterno
E non sei altro che concime, buono tra un po’
A far mattonelle di cotto!-
Si aggirava per le terre consacrate fischiettando tra le lapidi e canticchiando filastrocche d’insulti. Solitario e, non per volontà sua, più casto dei preti.
Come ho detto rimanemmo spiazzati e confusi quando, al villaggio, la situazione prese un strana piega.
Tutti sembravano cambiati.
Le donne giravano con aria vaga per i banchi del mercato e il fabbro faceva male ai cavalli mentre li ferrava, anche il tempo sembrava sospettare qualcosa: i temporali di quel maggio misero a dura prova l’umore di tutti.
-Ieri ha straboccato l’acqua dal fiume, si dice che Elio sia rimasto affogato- mi disse il fornaio appena entrato in casa. -Attento che mi sporchi il pavimento!-
Si tirò subito indietro e rimase in bilico sullo stipite, col viso rischiarato dal fuoco e le spalle fradice a prendere altra acqua.
Gli dissi d’entrare a malincuore, già sapevo che avrebbe voluto risposte.
Ero il maresciallo dopo tutto, la situazione era complicata ma dovevo far finta di avere qualche pista.
sabato 15 maggio 2010
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